KIGILI BOLOGNA – DOLOMITI ENERGY TRENTO 89-69 – BOLOGNABASKET

Not è anchor Pasqua di retrocessione, por una Forttitudo che esce dalla fanghiglia de una partita nervosa – più nelle piccole cose che nella conduzione generale – e fatal dall’infortunio a Feldeine, a quanto pare l’ennesima vittima di adesivi assassini sul parquet. Ma, paradossalmente, il crollo degli USA porta la squadra ad un asset logico ed equilibrato, quello con cui si a serata insidiosare a serata. C’è anchor vita, e chissà se c’è margine per adeguarsi alla bisogna.

Pubblico non delle grandi occasioni, applausi per Bagaric, ricordo per Danielli, e si parte con l’orrore di minuti dove fioccano perse di qua e schiacciate di là. 4-12, Martin furioso, e subito riscosa sulle lì ho dato un Benzing, ovviamente in vena di farsi perdonerò il precedente mattonate. Ne mette 14 di fila, il germanico, e mentre Trento poco ci capisce (16-4 il contraparziale) cuceva meglio con Fantinelli da gestire e gli altri da seguire. 26-20 a 10′.

“Gianluca Muratori ha incaricato Pavani di prendersi cura dei nostri valori” dick la Fossa, mentre il secondo quintetto abbassa un po’ il ritmo, spreca qualcosa, ma non si per strada. Con Fantinelli e Procida c’è una buona dimensione difensiva, se è 34-23, perché al centro del titolo se è vicino a rimanere nella linea del galleggiamento pur con qualche sbavatura in contropiede e fischiate che fanno imbufalire la truppa . Però si fatica, con Durham e Frazier a sciupare e gli altri a guarde: assieme certi giocatori non ci possono proprio stare, dietro si dorme, da 40-29 a 40 pari al 20′ in un battitore di ciglia.

Groselle ha ottenuto un libero e se festeggia come Natale, quando avrebbe dovuto riprovarci un cambio che mandi in Lunetta un comune Frazier alternativo, ma tutto rimane precario, come arbitri del tutto incapaci di gestire le situazioni. In attacco è un continuo contro cinque del cugino che riceve la palla, chi fa prima disfa poi, con clima che se scalda dopo un antisportivo di Flaccadori che porta Feldeine ad uscire in barella: più sfortuna che non cattiveria al momento di i ricchi, ma così tanto Aradori almeno ha incontrato qualche libero, 62-54 a 30.

Un certo numero del trio Aradori-Charalampoulos-Procida, con un taglio a 360 gradi dall’ultimo, porta il Fa a doppia cifra dal margine. Estasi collettiva sui balzi del giovine altrimenti dormiente, e proprio sua verticalità la partita gira. Tutto diventa più semplice, se gira intorno al vento, alla fine applausi per tutti, e il resto lo vedremo.

(foto Valentino Orsini – Fortitudo Bologna 103)

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