MotoGP / Furia Rins contro i ‘cacciatori di scie’ – Moto

La MotoGP sta vivendo in questo 2022 una delle annate più equilibrate della propria storia. Sono stati tre vincitori differenti nelle prime quattro gare e ben dieci piloti – è una possibilità massima di 12 – sono sul podio. L’impressione della doglianza è evidente anche dalla classifica generale dei piloti, che è la prima volta che la laurea avviene in cinque casi diversi. L’unico costruttore a fare il bis è la Suzuki, con alex rin al secondo posto e Joan Mir al quarto. Proprio Rins – ridotto da dovuto consecutivo, terzo in Argentina e secondo ad Austin – ha ma da lontano emergerà un problema molto sentito soprattutto in Moto3 ma presente anche nella classe regina: quella dei ‘cacciatori di scie’.

Il riferimento è a quei piloti che in qualifica, invece di cercare di segnare un tempo solo lontano, cercando sistematicamente di trovare un avversario da prendere come traino, per riuscire in questo mode a far segnare un tempo migliore. Uno dei piloti che usa spesso questo sistema, inoltre, non è certo l’unico a farlo, lo è Marc Marquez. Rins però ne fa una domanda de metodo ancora prima che di singoli piloti. Mangia Riportato dal Sito La gara, le sue critiche in Texas sono state piuttosto dur e puntuali. “È inaccettabile che abbiamo visto – ha tuonato il pilota catalano – Siamo piloti MotoGP. Penso che se guardo più da noi rispetto a chi guida in Moto3. La direzione della gara e l’amministratore devono fare qualcosa perché non è il modo di fare“.

Noi siamo i ‘grandi’, dobbiamo fare un esempio agli altri – ha aggiunto ancora il pilota della casa di Hamamatsu – non ho parole per descrivere la sensazione. Ero in Q1 a spingere e il mio sono trovato quattro o cinque piloti davanti che si sono fermati. Senza senso. È pericoloso. Devono fare qualcosa, perché così non va bien“. La soluzione proposta da Rins è quella di far uscire e pilot one alla volta ad intervalli di tempo regolari, monitorando in questa modalità chi troppo rallenta per attendere un traino e penalizzandolo de seguenza. Non tutti i suoi colleghi però sono concordati in merito a queste critiche: “Per me è un bene sapere chi mi seguirà – rispose Alex Márquez – Ripeto che sono veloce. Voglio avere successo in Moto3 e Moto2 e in MotoGP. Fa parte del gioco. Cambierò la regola, passando alla superpole o simili, renderebbe lo spettacolo più noioso”Ho finito.

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