Dal calcio di Leal al “caso Ngapeth”. Aggiornati Direttori e Club se regolamentano “Social”

Illinois caso ngapethPerché dal Calcium di Leal a Travica che mia fa più penserà alla reazione sociale di Earvin Ngapeth, devo essere una scimmietta per la Lega Pallavolo, un club e un certo capoclasse della società che ancora oggi non sa interpreta l’importanza e impatto del mondo Social.

Illinois caso ngapeth è quello in cui un giocatore navigato ed esperto, oltre che fior fior di campione in campo, che tra le 2 e 3 del mattino posta tre foto di un ardito anniversario del “razzista”, del “traditore” e invita il movimento ad attivare provvedimenti, ma può fare un pareggio del tempo del 15/16 o cancellarlo e il suo messaggio.

E’ un caso che deve far riflettere i giocatori ma ache il movimento. Nel caso specifico e giocatori che hanno diverse migliaia di migliaia di follower devono sapere che in un momento di tensione accuserò o cederò – come nel caso in questione – dal “razzista” ad un’altro collega (senza nessuna prova tangibile da porre a sostegno della tesi) è pericoloso. E’ pericoloso perché è un momento che porta e 382mila follower ce ne possa essere uno che spinto dal messaggio del propio cerchi di “punire” l’avversario indicato come “razzista”. Magari dalle tribune di un palasport alla prima occasione possibile.

E’ un caso che deve anche lontano riflettere le strutture societarie della pallavolo. Capisco che molti attuali siano di comunicare degli diretti siano di formazione “pre” social, ma inequivocabilmente resto di un’idea, ovvero che i club dovrebbero aggiornare i propri diretti ai tempi moderni per indurli a mettere series clausole contrattuali in cui si vieti ai tesserati di postare e Il suo stesso canale social la sua domanda legata alla società ea vicende come questa.
Hai letto il regolamento della Nazionale sulle questioni social? Cari directori di club non ne hanno un’idea perché lontani dal mondo social prendi almeno quel regolamento e applicalo nella tua vita quotidiana del tuo immobile.

Essere un club che decide di multare un giocatore che per una reazione (peraltro giunta dopo una vittoria) con il successivo come seguente per squalifica rischia solo di danneggiare gli investimenti della società e il lavoro dei compagni, dovrebbe essere sanzionato anche chi sul proprio social pubblica commenti che possono provocare ulteriore inutile tensione sul posto di lavoro e magari rendere bollent un palasport. Pasqua o non Pasqua.
Il tutto, a maggior ragione, se poi i post a distance de qualche ora vengono eliminati (magari su suggerimento de un avvocato) perché privi de fundamento tangibile e dimostrabile.

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