Ferrari, soste vincenti – F1 Team – Formula 1

[Rassegna stampa] – Ci sono voluti due anni di sofferenze e sconfitte. Niente vittorie, pochi podi, l’amarezza di vedere gli altri festeggiare e una estagione in particolare – quella 2020 – che sarà ricordata come la peggiore nella storia dal Ferrari dal 1980 in avanti. Ora però la scuderia di Maranello, citando una battuta da una nota di serie televisiva, “se stai ripigliando tutto quello che è suo“. Due vittorie in tre gare, con cinque potrei conquistare le sue sei disponibilità; La prima squadra con ampi margini e costruzione, Charles Leclerc chiaramente in testa alla classifica piloti. Sono passate solo tre GP su 23, ma in questo momento il Cavallino è il padrone del Circus. L’obiettivo per cui ha lavorato tanto il direttore della squadra Mattia Binotto è rimanere concentrato.

Più vecchia tutta la velocità in pista ma un aspetto diverso in cui la rossa smette di virare a una gamba più profonda, perché arriva ai tempi dell’invincibile armata di Jean Todt, Ross Brawn e Michael Schumacher: i pit stop. Nelle ultime annate è stata la Red Bull a padroneggiare questo aspetto del box, con fermate sempre più veloci. Un GP dopo l’altro però a Maranello hanno saputo rosicchiare il distaco. Ora sostengo Leclerc e Sainz sono tra le più veloci della griglia e – un’ancora molto importante – quasi il mio stesso intoppi. Un miglioramento sponenziale del quale si è occupata anche la Gazzetta dello Sport, in un interessante articolo di Andrea Cremonesi.

“[…] La Ferrari ha indagato su risorse e tempo per capire le Pirelli ribassate, lo stesso è stato fatto con i pit-stop. […] in Bahrain cugino di rito di Max Verstappen […] La meccanica di Charles Leclerc era al top degli uomini di Verstappen: 2″54 contro 2″62 nel primo: 2″81 contro e 2″92 dei Milton Keynes uomini nel secondo. Risultati che sono stati il ​​frutto di una lunga preparazione, iniziata praticamente quando mi stavo avvicinando al nuovo inizio. […] Come ha registrato Mattia Binotto, il box inaugurale si è svolto in 1300 simulazioni del pit stop prima della tappa. Allenamento che ha per materia la conoscenza dell’antica, della pneumatica e della forma fisica della meccanica. […] Regala anni a Maranello e ai componenti della squadra corse secondo un programma personalizzato […]. Ho anche reso più difficile mettere al sicuro la necessità, che cresce con l’aumento dei GP, di aumentare il numero delle persone presenti al pit stop, con l’introduzione della turnazione. […]. Nulla è stato lasciato al caso, perché tutto torna utile por rendere concrete il sogno iridato. […]”.

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