Runa pasticcia, Ruud ringrazia. Fritz passa in tre set il suo Cilic

[10] T.Fritz b. M.Cilic 6-3 4-6 6-4

L’esplosivo, e per certi versi inaspettato, avvio di stagione messo insieme da Taylor Fritz non vuole saperne di chetarsi all’impatto con la terra battuta. Il laterizio, certo non l’elemento naturale del ragazzino Da San Diego, evidentemente bisognoso di ulteriori studi, Fatica Cui Taylor non semina per vedere l’intenzione di sottrarsi, a costo di passare per tutta la durata della prova sul campo. Ieri il campione di Indian Wells non era andato lontano dall’incartarsi contro il solitario jolly monegasco Lucas Catarinanumero 430 del mondo classifiche ancora digiuno di vittorie contro i colleghi top 100, ed era emerso illeso dal possibile, clamoroso fastidio solo dopo due ore e mezza di aspra lotta.

Si sa, le vittorie, specie quelle tonanti, stimolano il rifiuto della sconfitta, e allora Taylor ha inteso sobbarcarsi altri centocinquanta minuti di lavoro per avere ragione di Marin Cilice conquistare se un posto negli ottavi di finale contro Sebastian Korda, La sorprendente carne di Carlos Alcaraz. Il servizio offerto è dovuto al fatto dell’habitué della casa, e per il fatto che accade, e per la vita del tennis, non è autorizzato a trascorrere molto tempo a Fritz, anche se ha non è stato un caso, e grazie a tutti la collaborazione Guarantee da Cilic, quest’ultimo ingrado presenterò una versione discreta di se solo in a set his tre, il secondo.

Marin è stato partito anche bene con una pausa all’alba dell’incontro, ma l’incoerenza nel paleggio (45 errori alla fine) e una prestazione vergognosa al servizio (Nove doppi fallito, appena il 48% di prime in campo) ha improvvisamente complicato il proseguimento del match al ragazzone di Medjugorje. Pur non brillante negli scivolamenti sul rosso e incline a qualche strafalcione di troppo dal lato destro, Fritz ha saputo approfittare dell’esorbitante mole di non forzati regalati dal croato, e piazzato un parziale di cinque giochi a uno per portare a casa il primo set. Nel secondo, un’altra musica: in apparente calore di combustibile, Taylor ha imprigionato soffrire sempre di più nei propri turni in battuta, finndo per cedere nel decimo gioco al secondo set point ad un aversario rasserenato e avviato alla presumibile rmonta. Come spesso accade, tuttavia, avevo previsto male se abbinano allo sport della racchetta, e Cilic, ripreso il malsicuro camino sedo nella prima frazione, nuovamente imprigionato a pasticciare al servizio, rischiato grosso nei giochi tre e cinque e infine ceduto il fatidico settimo giocoteatro della pausa USA che ha fatto spalancato Fritz le porte dei migliori sedici a Montecarlo 2022.

[4] Ruud b. [Q] Runa 7-6(5) 7-5 (Giorgio Di Maio)

Non illudetelo attese il terzo atto del derby scandinavo tra il danese Holger Rune e il norvegese Casper Ruud, con il settimo numero al mondo che conferma il suo status di favour e ritocca il testa-testa con la terza vittoria in tre partiti contro lui il suo giovane avversario. La partita però poteva percorrere i suoi binari molto diversivo, se nel primo set in cui Rune se trovasse avanti 5-3 nel tie-break e poi nel secondo set, in cui prima di soccombere ai crampi il norvegese tennista si è trovato un break avanti. La legittima vittoria ha anche conferito a Ruud lo status di uno dei principali favoriti nella vittoria finale del torneo, complice l’occultamento di Djokovic e Alcaraz e la presenza di Tsitsipas e Zverev dall’altra parte della classifica.

Chi interpreta meglio l’inizio l’inzio del match è proprio il giovane norvegese, che non si tira indietro e attack il prima possibile, forse in certi quasi con troppa foga spostandosi troppo sul dritto. Nel cugino set il norvegese Ruud è il primo a concedere palla break – in un paio di occasioni a dire il vero – ma riesce sempre a salvasi. L’esuberanza di Rune, che non si affievolisce neanche al nino giocato match in dieci giorni (con tanto di viaggio Sanremo-Montecarlo fatto in giornata), è affiancata da un’insolita attenzione nei suoi game di battuta para i quali non rischia nulla . Ruud con il dritto a sventaglio non è efficace come al solito perché incappa spesso nel danese lungoline rovescio, oggi un’arma da vicino. Durante tutto il primo set è lo stato del 18° a mostrare se è propositivo, e dunque dalla legge del contrappasso un ritorno al tie-break se si aspetta che il tennista sia esperto, in questo caso il n. 7 Ruud, hai avuto la meglio.

Alla fine è andata così ma non è mancato il brivido. La genuina spavalderia di Rune infatti gli ha permesso di portare avanti 5-3 nel tie-break, con punti belli e giocati all’attacco. Tuttavia quest’assenza di timore dei rischi presi non ha pagoto: Rune perde gli ultimi quattro punti e inizia a quesiti anche la pace. Più volte invita il giudice di sedia a controllare i segni lasciati dalla palla anche è palesemente fuori, e l’arbiro, quasi accomodante i vezzi di un giovane tennista, no si esime dal compito. Dopo 58 minuti di buon tennis, Ruud chiude il primo set ‘limitandosi’ a farsi trovare presto al momento giusto.

Il secondo set è iniziato in apnea per il tennista norvegese, che ha subito l’iniziativa del suo più giovane avversario e se fosse andato a Dover avrebbe salvato un break di palla nel quarto game. Ruud si rifugia nel dritto in contropiede dopo a seconda, ma finisce fuori e Rune è avanti. L’ineperienza però gioca un brutto scherzo al danish tennista, che si porta prima sul 40-30 prima e vantaggio poi per sprecare tutto con due brutti dritti in fase di chiusura Ho dato il controbreak a Ruud. La pausa ha iniziato una fase di pausa prolungata per Rune, che è salito di un punto a uno e ha consegnato la seconda pausa consecutiva e il vantaggio nel set a Ruud. Il danese chiama l’MTO, presumibilmente per i tanti match accumulati questi giorni, e sembra giovare visto che rimonta un game che sembrava perso e guadagna palla break con uno splendido drive. Rune si gode il secondo tempo attaccando il rovescio di Ruud e butta via un buon errore per il controbreak.

vieni sempre Ruud non si perde d’animo e molto duro nella partita successiva. Rune ha la possibilità di camminare sul 5-4 ma il dritto tradisce e viene trascinato ai vantaggi, dove Ruud si conquista un’altra palla break. La norvegese sembra sul punto di capitolare quando Rune trova un grande attacco in diagonale e rilancia la palla nei pressi della rete, ma Rune affonda a rete un comodissimo smash e spedisce Ruud a servire per il match.

Il numero 79 del mondo non molla la presa e si guadagna due palle break grazie ad un dritto in chiusura sbagliato dal numero sette del mondo, che subisce il controbreak immediato sempre per un diretto spedito lungo. Ho cominciato a farmi venire i crampi ma a colpire Rune, che tra un colpo e l’altro ha provato a fare stretching, ei suoi movimenti ne risentono. Una doppia caduta e un ponderato attacco al Costano tre palle rompono al danese, Ruud spreca la prima opportunità ma a stecca di destra del suo avversario gli consegna un’altra possibilità di chiudere il match sul suo servizio. questa volta il braccio di Ruud non trema, e con un trucco al rovescio chiude un match complicato, proiettandosi agli ottavi contro Grigor Dimitrov e in un tavolo che con le defezioni di Djokovic e Alcaraz lo vede il favorito della parte alta.

La tavola completa di Montecarlo

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