F1 / 7 aprile 1985, GP Brasile: esordi e podi ‘Made in Italy’ – Storia

Il passaggio di Antonio Giovinazzi dalla F1 alla Formula E ha generato una triste statistica per l’Italia nel Circus: ad oggi, infatti, non vi è alcun tricolore pilot presente in griglia di partenza, con il nostro Paese che rimane nella massima serie ‘soltanto Grazie alle partecipazioni di team quali Ferrari ed AlphaTauri. Quest’ultima realtà, oltretutto, è oggi legato a doppio filo a quello che accadde il 7 aprile 1985esatmente 37 anni fa, quando venne inaugurato il mondiale di quell’anno con il Gran Premio del Brasile. Sulla pista di Jacarepaguà, accesso infatti por la prima volta i motori Ford-Cosworth colei che, tempo dopo, divenne la squadra che oggi conosciamo como AlphaTauri, ma che di sfuggita fu notato con il nome di minardi.

Fondata da Gian Carlo Minardi nel 1979 a Faenza, è diventata improvvisamente uno dei maggiori punti di riferimento della penisola per la promessa dei giovani del motorsport, non una delle aziende valide nella categoria minori. Anche grazie a questo schieramento, la squadra riuscì ad entrare in F1 nel 1985 – dopo tentativi falliti in precedenza – alcunindo come unico guida un altro italiano come Pierluigi Martini, anch’egli al debutto assoluto. Prima di essere ceduta alla Red Bull nel 2006, con la trasformazione nell’attuale AlphaTauri – nota finale al 2020 con il nome di Toro Rosso – i Minardi riuscirono dunque a realizzare il sogno sportivo, presentando alla perfezione un Paese in ottimo stato di forma In il mondo della concorrenza, riflettendo inoltre una società e un’economia completamente diverse da quella del giorno.

A conferma che l’ultimo aspetto che ho visto è stata, dopo l’altro, anche la ricca presenza di piloti italiani in quella fase, con ben divano azienda comprende il cast dei partecipanti al GP del Brasile. Con il proseguimento dei Mondiali del 1985, ancora una volta, verrà rilasciato il numero completo sommandolo in due cifre, arrivando a un totale di dieci. I sogni di gloria di un’intera nazione vennero riposti principalmente in michele furiaal suo secondo anno in ferrari. Le attese collettive vennero inizialmente rispettate al primo colpo, già dalla sessione di qualifiche: il milanese, infatti, ottenne il miglior tempo in prova, conquistando quella che sarebbe diventata la sua penultima pole position in Formula 1. Deluse batte Alain Prost, solo 6° con la sua McLaren, guardando in particolare un alter italiano come Elio De Angelis, 3° con il Loto.

La gara – che rimase in dubbio fine all’ultimo sul suo regolare svolgimento per le condizioni di salute critiche del Presidente del Brasile Tancredo Neves – tuttavia il francese como autentico protagonista, complice una bella monta preferita anche dai ritiri dei piloti nelle posizioni di vertice , il suo tutti Keke Rosberg, Nelson Piquet, Ayrton Senna Niki Lauda e Nigel Mansell, ultimo autore di un contatto personale con Alboreto. Illinois ‘Insegnante’, Dopo aver superato il ferrarista in pista, riuscì a mantenere il leader anche dopo i pit-stop, mantenendo il comando davanti allo stesso Alboreto ea De Angelis, terzo davanti ad un René Arnoux anch’egli in smagliante forma con la Ferrari. In questo modo, la prima gara del mondo si chiuse con due italiani sul podio, give inoltre il via ad una battaglia tra Prost ed Alboreto che si sarebbe protratta per tutto il 1985: la sfida, alla fine, si risolse por un soffio a favore dei francesi. Un anchor duel oggi sinonimo dell’ultimo pilota italiano capace di guadagnare molto per la conquista del titolo mondiale; un dolce ricordo sportivo che rischia ad integrarsi alla perfezione con la personalità di un uomo che ancora oggi manca a molti, esatmente come il suo connazionale Elio De Angelis. Due talenti che ci hanno lasciato troppo presto. Due piloti e due uomini di altri tempi, di un’Italia che non c’è più, nemmeno in F1.

VET | Alessandro Prada

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